La pressione arteriosa sistemica rappresenta la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie durante il ciclo cardiaco. Questo parametro vitale viene misurato attraverso due valori: la pressione sistolica (valore massimo durante la contrazione del cuore) e la pressione diastolica (valore minimo durante il rilassamento cardiaco).
I valori normali per un adulto si attestano generalmente intorno ai 120 mmHg per la sistolica e 80 mmHg per la diastolica. Quando questi valori superano costantemente i 140/90 mmHg si parla di ipertensione arteriosa, mentre valori inferiori a 90/60 mmHg indicano ipotensione. Il monitoraggio regolare della pressione arteriosa è fondamentale per prevenire complicanze cardiovascolari gravi come infarto, ictus e insufficienza cardiaca, rappresentando uno dei pilastri della prevenzione medica moderna.
L'alterazione della pressione arteriosa può derivare da molteplici fattori interconnessi tra loro. La predisposizione genetica e la familiarità giocano un ruolo significativo, rendendo alcune persone più suscettibili allo sviluppo di ipertensione o ipotensione.
I principali fattori di rischio modificabili includono:
Condizioni mediche preesistenti come diabete, malattie renali e disturbi endocrini possono compromettere la regolazione pressoria. Inoltre, l'età avanzata e il sesso maschile rappresentano fattori di rischio non modificabili che richiedono un monitoraggio più attento della pressione arteriosa.
L'ipertensione arteriosa viene spesso chiamata "killer silenzioso" perché può rimanere asintomatica per anni. Tuttavia, quando presenti, i sintomi più comuni includono mal di testa persistente, vertigini frequenti, affaticamento e sensazione di pesantezza alla testa. Altri segnali possono essere palpitazioni, difficoltà respiratorie durante sforzi lievi e ronzii alle orecchie.
La pressione bassa si manifesta principalmente con debolezza generale, svenimenti o sensazione di svenimento, nausea, sudorazione fredda e pallore. I pazienti possono sperimentare capogiri alzandosi in piedi e difficoltà di concentrazione.
Le complicazioni dell'ipertensione non controllata includono infarto miocardico, ictus cerebrale, insufficienza cardiaca e danni permanenti a reni, occhi e cervello. È fondamentale consultare immediatamente un medico in caso di dolore toracico intenso, difficoltà respiratorie acute o alterazioni neurologiche improvvise.
Il Sistema Sanitario Nazionale italiano offre diverse categorie di farmaci antipertensivi, ognuna con specifici meccanismi d'azione per garantire un controllo ottimale della pressione arteriosa.
La scelta del farmaco dipende dalle caratteristiche individuali del paziente, dalle eventuali comorbidità e dalla risposta terapeutica. Spesso vengono prescritte combinazioni fisse per migliorare l'aderenza terapeutica e ottimizzare il controllo pressorio. È essenziale seguire sempre le indicazioni del medico curante.
L'ipotensione arteriosa richiede spesso un approccio terapeutico mirato, particolarmente quando causa sintomi debilitanti. Il fludrocortisone rappresenta il farmaco di prima scelta per l'ipotensione ortostatica, agendo come mineralcorticoide per aumentare la ritenzione di sodio e liquidi. La midodrina, un vasocostrittore selettivo, viene prescritta per incrementare efficacemente la pressione arteriosa nei pazienti sintomatici.
I trattamenti non farmacologici includono l'integrazione di sodio sotto controllo medico, l'aumento dell'apporto di liquidi e l'utilizzo di calze elastiche compressive per migliorare il ritorno venoso. Le modifiche comportamentali, come alzarsi lentamente e evitare stazioni erette prolungate, sono fondamentali. Il trattamento farmacologico diventa necessario quando le misure conservative non sono sufficienti a controllare i sintomi che interferiscono con le attività quotidiane del paziente.
La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) costituisce la base nutrizionale per il controllo della pressione arteriosa, enfatizzando la riduzione del sodio sotto i 2.300 mg giornalieri e l'incremento del potassio attraverso frutta e verdura. L'attività fisica regolare, almeno 150 minuti settimanali di esercizio aerobico moderato, e il mantenimento di un peso corporeo ideale sono elementi chiave nella gestione a lungo termine.
La gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento, meditazione e yoga contribuisce significativamente al controllo pressorio. Il monitoraggio domiciliare permette un controllo accurato e tempestivo delle variazioni pressorie.